Nascita del Lido delle Nazioni

 

Giuseppe Garibaldi sbarcò proprio qui, quel 3 agosto 1849, nella zona detta "Pialazza" o "Pialassa" nome derivante con ogni probabilità dal vento "pia e lassa", vale a dire pigliare e lasciare, quasi a rappresentare il movimento ondoso dell'acqua sulla battigia.

 

A testimoniare questo storico avvenimento c'è ancora il capanno, dove l'eroe dei due mondi approdò fuggiasco con Anita morente.

In questa spiaggia è nato dal nulla il nuovo Lido, ispirato a criteri urbanistici ed edilizi tra i più razionali: strade spaziose ampio arenile, verde a profusione ed un suggestivo e caratteristico lago artificiale lungo quattro chilometri.

Così questo Lido veniva dipinto dalle note di Ugo Malagù nella sua Guida: "un mare blu, una manciata di bianche vele, un verde manto di gattici e di pini ricoprenti il lembo di morbida rena; alle spalle, il contrasto delle valli da pesca con le bellette, il viola pallido delle salsatelle, i trampolieri".

 

Qui più che altrove si scopre ad ogni passo, nella gente e nei luoghi, l'apparente contrasto fra la civiltà e la natura: "quell'altalenarsi di opposte esigenze in gara fra loro non per sopraffarsi e sovrapporsi, ma per emularsi; ed è l'aspetto tipico della costa comacchiese".

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